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Al Game Fair 2018 Cct traccia un bilancio sul mondo venatorio

1 anno fa scritto da
La Confederazione Cacciatori Toscani fa un bilancio dell'attività al Game Fair
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L’edizione 2018 del Game Fair che si è appena conclusa a Grosseto è stata un’occasione per conoscere le tante attività all’aria aperta e le sfaccettature del mondo venatorio. Ma è stata anche un’opportunità utile alla Confederazione Cacciatori Toscani per presentare la sua esperienza e diffondere il messaggio di unità del mondo venatorio. Di fronte ai dirigenti e attivisti provenienti da tutte le province toscane, i rappresentanti regionali delle associazioni confederate hanno tracciato il bilancio delle iniziative svolte nell’ultimo scorcio di attività e le questioni più significative che sono all’attenzione nell’interlocuzione istituzionale con la Regione Toscana.

I rappresentanti toscani, rispettivamente di Anuu, Fidc, Arct ed Eps hanno sottolineato come il valore aggiunto dell’esperienza della Cct sia quello di aver codificato un linguaggio univoco per parlare con una sola voce. «Nel contesto convulso e problematico che la Confederazione è costretta ad affrontare, stante la mancanza di rotta con la quale la Regione Toscana sta governando la materia faunistico–venatoria, aver costruito il soggetto unitario che racchiude oltre il sessanta per cento dei cacciatori toscani è lo strumento più prezioso di cui il mondo venatorio poteva dotarsi per non sommare debolezza a debolezza e per dimostrare con i fatti che l’unità è possibile e necessaria» commenta così la Cct in una nota stampa. «Le questioni aperte – prosegue l’associazione – sono notoriamente molte: la Legge Obiettivo sugli ungulati che si conferma un provvedimento da ripensare, la mancanza del Piano Faunistico Regionale (scaduto nel 2015) che impedisce una programmazione organica e di lungo respiro, l’interruzione del metodo della concertazione, gli appuntamenti istituzionali costruiti a “spizzichi e bocconi”; il tutto con il permanere di una crisi di vasta portata che investe la piccola selvaggina stanziale, con gli Atc che si sono trasformati in bersagli da colpire anziché in enti da sostenere e con un tangibile disinteresse al declino della ruralità e della sua cultura, di cui la caccia è parte fondamentale». Durante la manifestazione la Ctt ha spiegato anche che l’associazionismo venatorio non procede con speditezza e intelligenza per affrontare le problematiche che minacciano la caccia. «Ci si limita da parte di taluni a diramare critiche e spargere livore come se non bastassero i nemici che la caccia ha all’ esterno – prosegue la nota -. Poi niente, nessun progetto, nessuna proposta».

Molto sentite anche le parole pronunciate da Jacopo Savelli, presidente regionale dell’Eps Toscana, che ha sottolineato come lo spirito e gli intendimenti della Cct sono esattamente quelli sostenuti dalla sua associazione. I rappresentanti nazionali delle Associazioni confederate, a partire da Vladimiro Boschi, hanno auspicato il coronamento definitivo dell’esperienza della Cct, ovvero la costruzione della casa comune dei cacciatori. Gianluca Dall’Olio, con un intervento ricco di spunti di riflessione, ha confermato come l’unità del mondo venatorio rimanga un obiettivo irrinunciabile.

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Agenda & norme · Eventi
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