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Atc5 Firenze sud: Giovanni Doddoli è il nuovo presidente

7 anni fa scritto da
Giovanni Doddoli presidente Atc5 Firenze Sud
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Si è insediato a Firenze il Comitato di gestione dell’ATC 5 Firenze Sud, l’Ambito Territoriale di Caccia comprendente 23 comuni della Città metropolitana di Firenze (quelli sulla riva sinistra dell’Arno) tra i quali il capoluogo, gli undici comuni dell’Empolese Valdelsa, alcuni comuni del Chianti, della Val di Pesa e del Valdarno. Il comitato di gestione è composto da 10 membri: tre designati dalle organizzazioni professionali agricole, tre designati dalle associazioni venatorie, due designati dalle associazioni di protezione ambientale e due individuati dal Consiglio regionale tra sindaci, assessori e consiglieri dei comuni ricadenti nel comprensorio dell’ATC.
Tre dei dieci rappresentanti insediatisi ieri provengono da comuni dell’Empolese Valdelsa. Il consiglio regionale ha infatti indicato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli e il consigliere comunale di Montelupo Fiorentino Federico Pavese. Il terzo membro proveniente dall’Empolese Valdelsa è il fucecchiese Francesco Pozzolini, designato dall’ associazione di protezione ambientale Wilderness.
Gli altri sette membri sono Alessandro Parigi, designato dalla Confederazione Italiana Agricoltori, Marco Anchinico per Confagricoltura, Chiara Gensini per Coldiretti, Silvio Anichini per Terra Nostra, Piero Certosi per ARCI Caccia, Giovanni Doddoli e Oriano Prosperi per FIDC – Federcaccia Toscana.

Nella prima assembleaè stato eletto il presidente che resterà in carica, al pari dei consiglieri, per 5 anni. Dal consigliere Prosperi è stata avanzata la candidatura di Giovanni Doddoli che ha riscosso consenso ottenendo otto voti su dieci (due consiglieri si sono astenuti). Giovanni Doddoli, già sindaco di Scandicci dal 1995 al 2004, sarà dunque per i prossimi cinque anni il presidente dell’ATC 5. Si tratta dell’Ambito Territoriale di Caccia con il maggior numero di iscritti in Italia (quasi 13 mila sui circa 80 mila della Toscana e i 700 mila di tutto il territorio nazionale).
“Abbiamo di fronte a noi grandi obiettivi da raggiungere – dice il neo presidente -. Occorre ripartire da un confronto più efficace tra il mondo venatorio, quello ambientalista e quello degli agricoltori per superare prima possibile la mera logica dei rimborsi alle aziende che subiscono i danni. E’ una logica che ha e avrà sempre più difficoltà perché vede le risorse degli Atc, peraltro finanziati interamente dai cacciatori attraverso l’iscrizione, esaurirsi per ripagare i danni causati alle coltivazioni dagli ungulati. Il numero dei cacciatori è in diminuzione, mentre la popolazione degli ungulati è letteralmente esplosa. E’ evidente che bisogna cercare altre strade per evitare o prevenire significativamente i danni alle attività economiche. Occorre tutelare gli animali nelle aree vocate come i boschi e fare opere di prevenzione in quelle non vocate. I cacciatori sono cittadini che esercitano una passione ma sono anche regolatori di una risorsa pubblica. La caccia in Italia, infatti, parte dal presupposto legislativo che la selvaggina è un patrimonio dello Stato. Si tratta di un principio di civiltà ed è proprio partendo da questo che intendiamo portare avanti la nostra azione a tutela delle biodiversità e dei suoi equilibri. Per far ciò occorre guardare lo stato di salute di quegli istituti pubblici come le ZPS o le ZSC dove la caccia non è praticata ma dove si alleva o dove sosta, rigenerandosi, la selvaggina. I cacciatori si dedicano a far funzionare questi istituti pubblici per il mantenimento di un equilibrio ambientale ma a chi li gestisce deve essere data la facoltà di esercitare la lotta alle specie antagoniste che hanno ridotto in maniera drammatica la selvaggina nobile come le lepri e i fagiani. Il Comitato di gestione dell’ATC 5 si metterà subito al lavoro per definire uno statuto e delineare il nostro programma poi, da fine novembre, con la liquidazione dei vecchi ATC (l’attuale ATC 5 era inglobato nell’ATC Firenze-Prato), ci verranno assegnate le risorse economiche con le quali inizieremo ad attuare il programma stesso”.

Con la riforma regionale del 2016 gli Ambiti Territoriali di Caccia in Toscana sono divenuti 15; sono quelle aree dove, secondo le “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” della legge 157 dell’ 11 febbraio 1992, si svolge in forma programmata l’esercizio venatorio nel territorio agro-silvo-forestale della Toscana.

L’ATC n. 5 denominato “FIRENZE SUD” comprende i comuni di Bagno a Ripoli, Barberino Val d’Elsa, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Figline e Incisa Valdarno, Firenze, Fucecchio, Gambassi Terme, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Reggello, Rignano sull’Arno, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Tavarnelle Val di Pesa, Vinci.

(foto: Fotocronache Germogli per CacciaMag)

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