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Caccia in Toscana, l’1 settembre 2018 la preapertura

2 anni fa scritto da
GERMOGLI PH-3-10-05- VAL DI SIEVE SANTA BRIGIDA CACCIA AL CINGHIALE CACCIATORI SELVAGGINA FUCILE
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Caccia in Toscana, fissata la preapertura. La Giunta Regionale Toscana ha approvato la delibera per lo svolgimento della caccia in pre-apertura nei giorni sabato 1 e domenica 2 settembre 2018. La pre-apertura, si svolgerà, nella nostra regione, cosi come da molti anni, nel rispetto delle indicazioni scientifiche e con un occhio alla salvaguardia delle produzioni agricole. Il testo della delibera prevede due giornate dicaccia. Il giorno 1 settembre si potrà esercitare la caccia solo da appostamento alle specie Tortora (Streptopelia Turtur) con 10 capi prelevabili, Colombaccio (5 capi prelevabili), Merlo (4 capi prelevabili) e alcune specie acquatiche (Alzavola, Germano reale e Marzaiola con 4 capi complessivi prelevabili). Le specie acquatiche potranno essere cacciate solamente all’interno dei laghi artificiali o superficie allagate artificialmente e al difuori delle aree interessate da ZPS (Zone Protezione Speciale), dove non potrà comunque essere esercitata la pre- apertura anche alle altre specie. Sarà consentito inoltre, solo da appostamento, l’abbattimento dei Corvidi (Gazza, Ghiandaia e Cornacchia grigia) e in regime di deroga dello Storno. Nella seconda giornata di pre-apertura, il giorno Domenica 2 settembre, sarà possibile abbattere da appostamento, solamente le specie Storno, Gazza, Ghiandaia e Cornacchia grigia al fine di poter garantire una maggiore salvaguardia delle produzioni agricole intervenendo su specie opportuniste.

Le più importanti novità

– per entrambe le giornate l’orario previsto va dalle ore 6,00 alle ore 19,00;

– è stata inserita la possibilità di cacciare le specie acquatiche (Alzavola, Germano reale e Marzaiola);

– Si potrà esercitare la caccia sempre da appostamento anche all’interno delle aree boscate ;

– per lo Storno la delibera prevede la possibilità di cacciare solo nel raggio di 100 metri da superfici interessate a vigneto, oliveto e novità molto importante, anche da frutteti, aventi frutto pendente, ed in terreni in cui sono in atto sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture.

Quest’ultima disposizione era stata da tempo sollecitata dalla CCT al fine di avere una maggiore salvaguardia delle produzioni agricole e per aumentare la superficie di intervento per il prelievo delle Storno rispetto gli anni scorsi. Un testo complessivamente positivo, ha dichiarato Marco Romagnoli, Segretario della Confederazione Cacciatori Toscani. La nostra Regione si colloca nel solco di quante hanno ritenuto corretto mantenere l’ apertura anticipata della caccia senza farsi intimidire dalle continue richieste di sospensiva prodotte dal mondo animalista ed ambientalista. La caccia per le specie oggetto della delibera, svolta nel rispetto delle direttive e della scienza, può essere pienamente e legittimamente praticata dai cacciatori senza provocare alcun danno alla conservazione delle specie interessate. La pre-apertura, svolta in un periodo così delicato per le produzioni agricole di eccellenza, favorisce il contenimento di specie opportuniste che producono danni all’agricoltura. Dobbiamo tuttavia rimarcare alcuni limiti del provvedimento che a nostro parere potevano essere superati già da quest’anno e che speriamo potranno essere riconsiderati in futuro; nello specifico ci riferiamo alla mancata possibilità di abbattere nelle due giornate di pre-apertura la forma inselvatichita di Piccione domestico e la Tortora dal collare (Streptopelia decaocto). Dispiace anche non aver visto inserita la possibilità di utilizzazione del cane da riporto per un fatto puramente etico e tecnicamente ineccepibile; così, con la mancanza di un capace ausiliare per il recupero, si verificheranno inutili perdite di capi feriti o abbattuti.

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